I benefici dello yoga

Ciao a tutti!!

Siamo ormai a settembre e stanno per ricominciare tutte le attività delle palestre e inizia  puntualmente il dubbio: che faccio? qualcosa che mi fa dimagrire? qualcosa che mi  fa sfogare? qualcosa che mi rilassi?

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Oggi, per aiutarvi ad orientarvi nella scelta di un’attività sportiva, cercheremo di introdurvi nel mondo dello yoga…..perché è veramente un universo di pratiche ed attività che spaziano dalla parte puramente  meditativa a  quella perfino acrobatica.

Iniziamo con una definizione semplice:

lo yoga è un insieme di pratiche fisiche, respiratorie e mentali che contribuiscono al benessere personale, fisico, mentale e spirituale.

I suoi benefici sono woman-in-yoga-position-clip-art.pngmolteplici e variano molto a seconda di come si pratica questa attività. Ovviamente tutta la parte più meditativa aiuterà la nostra parte spirituale (eliminare lo stress), ma esiste anche tutta una serie di metodi che si focalizzano più sulla parte fisica (dallo hatha yoga all’acroyoga).

Indiscutibilmente lo yoga crea consapevolezza del proprio corpo e aumenta la percezione di esso nello spazio. Vi aiuterà ad affrontare e superare i vostri limiti mentali accettando quelli fisici.

Quindi lo yoga crea benessere perché:

  • promuove un corretto allineamento posturale in modo spesso globale, cosa da non sottovalutare visto che noi siamo un unico e ci muoviamo sempre in modo globale,anche quando meno ce lo aspettiamo;
  • rinforza la muscolatura soprattutto quella che ci sostiene (muscoli posturali) donando anche flessibilità ed elasticità (caratteristica che spesso è all’origine di situazioni dolorose e infortuni sportivi);
  • determina la possibilità di eseguire una, spesso cauta ma efficace, mobilizzazione di tutte le articolazioni, soprattutto quelle della colonna vertebrale;
  • lavora sulla respirazione, utilissima sia per il riequilibrio posturale che nella gestione dello stress e del rilassamento;
  • induce un rilassamento sia fisico che mentale con l’obiettivSNHS-prenatal-yoga-4.jpgo finale della ricerca dell’equilibrio mente – corpo;
  • va a lavorare sul pavimento pelvico, andando a creare consapevolezza e controllo (utile in gravidanza e per chi necessita di riabilitazione pelvica);
  • aiuta a rilassarsi in gravidanza
  • determina un riequilibrio  a livello ormonale (menopausa) e aumenta la produzione di endorfine  (ormoni del benessere che riducono dolori e stress).

Venite a provare questa nuova esperienza! 

Alice, fisioterapista

Roberta, insegnante yoga

 

Crepes con farina di piselli

Nei vari blog che parlano di cucina naturale da tempo si vedono crepes di farina di piselli. Da tempo l’avevo acquistata … ma tra finire e poi far stampare il mio libro sull’Argilla, il lavoro, la famiglia e poi le meritate vacanze… è il tempo che manca per mettere in pratica le idee.

Ieri finalmente le ho fatte!!! Il risultato è stato davvero sorprendente!!! Sono buonissime e davvero facili da fare!!! Le ho volute provare sia salate sia dolci con la crema di nocciole…le abbiamo mangiate tutte!!!!….anche mia figlia che con il cibo verde ha qualche difficoltà😅

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E’ una ricetta senza glutine, senza lattosio, senza uova e senza lievito…insomma        per tutti!!!

Ingredienti:

250 gr di farina di piselli

500 ml di acqua

1 cucchiaio di amido di mais

sale q.b.

1 cucchiaio di olio extra vergine d’oliva

Procedimento

In una ciotola amalgamate tutti gli ingredienti aiutandovi con una frusta per evitare la formazione di grumi. Quando il composto risulta liscio ed omogeneo lasciatelo riposare almeno un paio d’ore. Se avete tempo lasciatelo riposare tutta la notte per un miglior sapore (io ho preparato il composto al mattino per la sera).

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In una padella leggermente unta cuocete le vostre crepes.

Buonissime appena fatte, ma si conservano anche per qualche giorno.

Per la versione salate le ho farcite con un trito di pomodori secchi, semi di sesamo nero, semi di girasole e cipolle caramellate con sciroppo d’acero e salsa tamari.

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IMG_0737Per la versione dolce con la crema di nocciole e cocco…da leccarsi i baffi😋

 

 

Potete farcirle come più vi piace…anzi aspetto di conoscere le vostre farciture.

 

 

Pamela, Naturopata

 

MAL DI SCHIENA? COSA FACCIO?

Cosa fare e non fare quando si ha mal di schiena:

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Partiamo dal problema: quando una persona ha mal di schiena solitamente ha un’infiammazione di una o più parti del famoso sistema di cui parlavamo nel primo articolo, data da diversi fattori che possono essere un sovraccarico, una rigidità, un trauma.

Ricordate che in quanto sistema spesso se non si riesce a capire la causa dell’infiammazione o comunque non la si può modificare (ad esempio il tipo di lavoro che si fa), bisogna cercare di lavorare innanzitutto in modo globale e poi comunque per step.

Quando si presenta un dolore acuto la prima fase sicuramente sarà ANTINFIAMMATORIA, con l’obiettivo finale di contenere il dolore e l’infiammazione. Questa fase comprende vari trattamenti:massoterapia-curso-massoterapeuta-massagem

  • terapie fisiche (tens, tecar, laser, infrarossi, etc..)
  • massoterapia (massaggi) decontratturante
  • uso dei farmaci ( o fitoterapici antifiammatori)                    

In una seconda fase bisognerà fare un lavoro più attivo che dovrà portare a un RECUPERO e a un MIGLIORAMENTO DELLA MOBILITA’, attraverso  terapie manuali e lavoro attivo con esercizi eseguiti direttamente dalla persona.

Ultima fase, ma nonYoga-enSS-4.jpg per questo meno importante, anzi è fondamentale per evitare ricadute, è quella del MANTENIMENTO e PREVENZIONE, con l’individuazione di un’attività che sia consona alla problematica e alla persona (corsi di ginnastica dolce, posturale, yoga, pilates, bici, piscina…..) e il mantenimento ogni tanto di un massaggio per sciogliere le eventuali contratture che si vanno formando.

Di logica  conseguenza se ne deduce che:

Il riposo di per sé non fa guarire…. Fino a poco tempo fa quando si aveva un attacco di sciatica veniva prescritto riposo riposo riposo, ora che le conoscenze sulla schiena sono migliorate ed è ormai risaputo che la chiave per far passare il mal di schiena è il MOVIMENTO! Muoversi secondo le proprie possibilità e cercando di non accentuare il dolore, ma comunque muoversi. Più si sta fermi più si diventa rigidi, più diventa doloroso muoversi.

Da questo fatemi fare l’ultima precisazione.

Non piegarsi,non muovere la schiena ma utilizzare solo le gambe per flettersi a terra come suggeriscono le pubblicità di famosi antinfiammatori non fa guarire.

Evita sì di farci sentire il dolore e quindi può essere utilizzata come strategia nel momento in cui si è in fase acuta, ma non può essere utilizzata come strategia funzionale da usare a vita. Ricordiamoci sempre che spesso il problema non è solo un impedimento meccanico al movimento, ma molte più volte è una scorretta strategia di movimento a creare il dolore.

Alice Candio, Fisioterapista

Schiena: Miti da sfatare (parte 2)

Sento spesso dire dalle persone che dopo un trattamento la loro ernia “è rientrata”… Brutte notizie:

Le ernie non rientrano!!!!

Ma ora spieghiamo cosa sono le ernie del disco, e le protrusioni.

Disco-intervertebrale-radice-nervosa-vertebra.jpgProtrusioni e ernie sono deformazioni del disco intervetrebrale, l'”ammortizzatore” che si trova tra una vertebra e l’altra. Quando, per varie cause, il disco perde la sua consistenza naturale si deforma, deborda, e può  addirittura invadere lo spazio dietro le vertebre; a volte arriva a toccare le radici nervose, irritandole. Questo genera il dolore, e il problema radicolare (formicolio, deficit di sensibilità e della motilità).

La protrusione avviene quando il tessuto di contenimento del nucleo del disco cede e si ha uno schiacciamento del disco intervertebrale (bulging). Pensate ad un pneumatico sgonfio. Da questo può derivare una limitazione del movimento articolare e a volte l’interessamento delle radici nervose.

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Si parla di ernia invece quando si ha proprio uno sfondamento della parete di contenimento del nucleo e quindi gran parte del disco fuoriesce dalla sede e va a comprimere una radice nervosa irritandola. In alcuni casi l’ernia può addirittura staccarsi e migrare, solitamente verso il basso.

L’ernia può essere l’evoluzione di una protrusione.

Ricordiamoci che c’è un evoluzione naturale  di questo problema: infatti, superata la fase acuta, comunque si ha spesso una disidratazione della parte fuoriuscita del disco (per riduzione dei processi infiammatori che si scatenano in fase acuta e per fisiologico invecchiamento del disco). Per questo può succedere che, stabilizzata la situazione, nonostante l’ernia non sia “rientrata”, non si hanno più dolore e deficit funzionale.

Quando si ha mal di schiena si può intervenire in vari modi per cercare di arginare il problema; gli approcci terapeutici sono di due categorie: fisioterapico e chirurgico.

Partendo dal presupposto che nessuna TECNICA FISIOTERAPICA può far tornare in sede il disco vertebrale, il lavoro che può essere fatto con un fisioterapista è quello, tramite l’uso di diverse tecniche e terapie fisiche (tens,laser,tecar….), di ridurre il dolore, ridurre le contratture muscolari e infine cercare di riottenere una corretta strategia di movimento per evitare di caricare la zona interessata e prevenire nuovi episodi acuti. Già questo spesso risolve definitivamente la problematica alla schiena.

Le TECNICHE CHIRURGICHE, che vengono scelte solitamente vignetta-chirurgo-malato.jpg quando si è in presenza di un’ invalidità importante, o quando nonostante la riabilitazione non si ottengono miglioramenti, possono ridurre in modo istantaneo la compressione nervosa (spesso origine del dolore), eliminando la parte del disco che è fuoriuscita. Dobbiamo ricordare però che la chirurgia non va ad agire su ciò che ha originato il problema. Per cui, tecnicamente, questo non ci assicura che, una volta tolta l’ernia, in futuro non possa erniare la restante porzione di disco.

Quali sono le differenze fra i due approcci terapeutici?

E’ vero che con l’intervento chirurgico si agisce per eliminare istantaneamente il dolore, è vero anche però che spesso non si indagano le cause che hanno scatenato il problema; il lavoro fisioterapico, sicuramente più lungo e impegnativo,  si pone come obiettivo la risoluzione dei sintomi, la correzione di vizi posturali e di scorrette strategie motorie, lavora sulla causa del problema e a volte la risolve.

Schiena: Miti da sfatare! (parte 1)

Buongiorno a tutti! Mi chiamo Alice e sono una fisioterapista.

Oggi vorrei iniziare un viaggio con voi nel “magico mondo della schiena”, per imparare innanzitutto a conoscerla e poi cercare di trattarla bene e, quando serve, guarirla…

Il modo migliore per affrontare l’argomento, è cercare di sfatare alcuni miti che tutti pensiamo veri e assodati.

Partiamo dalle cose semplici:

  1. Nel gergo comune si parla “della cervicale” e “della lombare”, ma dire “ho la cervicale/lombare” non indica il dolore in queste zone: il termine corretto per indicare il dolore, il male in una di queste due zone è  cervicalgia o  lombalgia.

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Cerchiamo di fare chiarezza. La cosa più importante da capire è che la nostra schiena, o rachide, è un SISTEMA, non solo un insieme di vertebre, ma una STRUTTURA complessa e articolata formata da più componenti: VERTEBRE, LEGAMENTI  e DISCHI INTERVERTEBRALI, MUSCOLI e SISTEMA NERVOSO. Ognuna di queste parti può essere causa di dolore, ed è fondamentale mantenere in salute l’intero sistema per il benessere della schiena.

Per quel che riguarda la parte scheletrica, questa è formata da 33/34 vertebre divise in 4 settori : cervicali (collo), toraciche (dorso), lombari, sacrali e coccigee (bacino). Le vertebre di ogni tratto hanno caratteristiche morfologiche e di movimento diverse.

Quindi  dire di “avere la cervicale” è un’affermazione del tutto inutile, in quanto se non avessimo la cervicale saremmo senza collo…… 😉

A questo punto passiamo al secondo step.

2. La schiena normalmente non è “dritta” come molti pensano. 

lordosi.jpgIl rachide ha delle curve che possono essere o fisiologiche  o patologiche .

Le CURVE FISIOLOGICHE sono 3, e sono tutte sul piano sagittale (quello che divide esattamente il nostro corpo in due metà uguali guardandoci frontalmente).

Guardando il corpo lateralmente, partendo dall’alto verso il basso, si individua per prima una LORDOSI CERVICALE, cioè un inarcamento; si ha poi una CIFOSI DORSALE (la “gobba”); e infine di nuovo una LORDOSI LOMBARE, simile per formaging-posture.jpga a quella cervicale. Queste curve sono presenti in tutti noi, ma si devono sviluppare in modo armonico e corretto e non devono essere né aumentate né ridotte.

Per quello che riguarda invece le CURVE PATOLOGICHE, queste si possono suddividere in due categorie: la prima è quella delle alterazioni delle curve fisiologiche, perché aumentate (iperlordosi e ipercifosi) o diminuite (rettilinizzazioni).

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La seconda invece è quella delle alterazione che coinvolgono più piani dello spazio, come la scoliosi e gli atteggiamenti scoliotici.

E’ possibile migliorare l’alterazione delle curve patologiche effettuando trattamenti posturali.

Alice Candio, fisioterapista

 

Budino con latte di mandorla

A chi piace il latte di mandorla???…a me tantissimo! Lo si può utilizzare in tantissimi dolci come sostituto del latte e per dare quell’aroma di mandorla che è buonissimo ed unico!

Ricco di vitamina E, fonte di vitamina A e di sali minerali come magnesio, potassio e ferro…che in estate abbiamo in carenza. E’ una bevanda dissetante che da energia, facilita la digestione. Il latte di mandorla è privo di colesterolo.

Attenti ai latti di mandorla in commercio perché molti contengono zuccheri aggiunti ed il loro sapore a volte è troppo dolce. Nelle ricette se utilizzate il latte di mandorla con zuccheri aggiunti vi consiglio di diminuire la quantità dello zucchero del dolce.

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Mia figlia aveva voglia di fare un budino così ieri sera lo abbiamo fatto con il latte di mandorla…alcuni lo chiamano Biancomangiare … noi lo abbiamo arricchito con una coulis (ovvero una salsa…ma dirlo in francese fa più scena😁) di mirtilli e lamponi e per l’effetto crunch un mix di mandorle e nocciole.

Ringrazio i miei amici Elisa e Luca per i loro lamponi…buonissimi!!!!

Ovviamente questa ricetta è senza lattosio e senza glutine.

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Ingredienti:

500ml di latte di mandorle

50g di amido di mais

120g zucchero di canna

per la coulis:

4 cucchiai di mirtilli

4 cucchiai di lamponi

1 cucchiaio di zucchero di canna (io ho usato il Muscabado)

5 bacche di cardamomo

per l’effetto crunch:

2 cucchiai di mandorle

2 cucchiai nocciole

1 cucchiaino di olio di cocco

1 cucchiaio di sciroppo d’acero

Procedimento:

In un pentolino amalgamate, con l’aiuto di una frusta, l’amido di mIMG_0701.jpgais con il latte di mandorla, aggiungetelo poco alla volta per evitare la formazione dei grumi. Quando avete un composto liscio aggiungete lo zucchero di canna.

Scaldate il composto a fiamma bassa fino a quando inizia a rassodare. Versate il budino negli stampini oppure in semplici bicchieri e fate raffreddare.

Per la salsa mettete i mirtilli, i lamponi, il cardamomo e lo zucchero in un pentolino e fate cuocere fino a quando la frutta si è spappolata. Filtrate la salsa in un colino a maglie fitte, aiutandovi con un mestolo per fare uscire tutto il liquido.

Tagliate grossolanamente le mandorle e le nocciole. In una padella mettete l’olio di cocco, la frutta secca e fatele tostare. All’ultimo aggiungete lo sciroppo d’acero, mescolate e spegnete il fuoco. L’olio di cocco e lo sciroppo una volta freddi faranno da collante per le mandorle e nocciole diventando come il caramello.

Potete decorare i vostri budini mettendo sopra la salsa e la “futta secca caramellata”.

Sembra una ricetta lunga da fare invece in 30 minuti riuscite a fare tutto!

Mia figlia quando devo fare le foto si intrufola sempre!…succede anche a voi?

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Pamela, naturopata

 

 

 

Gelato al latte di cocco

E’ da qualche tempo che volevo provare a fare il gelato con il latte di cocco…e l’altra sera ho avuto l’ispirazione…ed il tempo!

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Attenzione a non confondere il latte (prodotto dalla spremitura della polpa) con l’acqua di cocco (che è il liquido presente all’interno della noce).

Il latte di cocco quello vero lo si trova nella lattina e possiede tante proprietà nutrizionali:

  • E’ ricco di minerali come selenio, magnesio, potassio e ferro
  • Possiede vitamine C ed E (che aiutano il sistema immunitario)
  • Contiene i famosi “grassi buoni” come l’acido laurico che aiuta ad abbassare il colesterolo (LDL).
  • Aumenta il senso di sazietà grazie al suo contenuto di fibre.

Quando aprite la lattina del latte di cocco (senza agitarla) avrete uno strato superficiale denso, cremoso e compatto ed è la parte grassa (panna) del latte. La panna di cocco è utile per la preparazione di creme e di dolci.

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Ingredienti:

400 ml di latte di cocco

4 cucchiai di sciroppo d’acero

fragole e mirtilli

 

Procedimento:

Schiacciate con una forchetta le fragole…se amate il gusto dolce potete pestarle con un cucchiaio di zucchero di canna. Addolcite il latte di cocco con lo sciroppo d’acero e aggiungete il composto di fragole.

A voi la scelta se unire tutto il latte di cocco alle fragole oppure fare dei ghiaccioli con solo il latte di cocco e mirtilli…o unirli al composto di fragole…insomma utilizzate la fantasia a seconda del vostro gusto. Potete pestare le fragole con qualche fogliolina di menta se vi piace.

Versate il composto negli stampini per i ghiaccioli o in un contenitore e mettete in frigorifero per qualche ora.

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E’ un ottima merenda per i bambini…e per i grandi, e un ottimo dolce nelle calde serate d’estate.

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Pamela, naturopata

 

 

 

 

 

 

 

Smoothie – frullati verdi

Chi mi conosce sa che gli smoothies…frullati…sono entrati nel mio cuore …ed il mio corpo è molto felice di questo!!! Alla mattina è un rituale di cui sento la necessità!

Mi sembra di sentire i vostri pensieri…alla mattina non ho tempo…riesco a bere solo un caffè al voloalla mattina ho lo stomaco chiusoe poi sono verdi!!!

Green Smoothie

Fino a poco tempo fa anch’io ero come voi,  alla mattina non facevo colazione un po’ per il tempo (prepara la bambina, preparare me e alla mattina il tempo vola veloce) e un po’ perché non riuscivo a mettere niente nello stomaco.

La prima volta che ho assaggiato un frullato verde (al corso di Susanna Way) ero un po’…anzi molto scettica…ed invece sono buonissimi😋 !!!! e veloci da preparare!

Vi scrivo la ricetta di stamattina e vi prometto che presto scrivo i consigli generali per la preparazione degli smoothie verdi.

Ingredienti:

200ml di acqua

3 gambi di coste

1 cucchiaino di salsa Tahina

una manciatina di mandorle ammolate

2 pesche piccole

radice di zenzero q.b.

1 cucchiaino di sciroppo d’acero

1 fava di cacao cruda

Procedimento:

Frullate per prima il verde delle coste con l’acqua. Inserite gli altri ingredienti uno alla volta. La dimensione degli ingredienti ed il tempo necessario dipende dal tipo di frullatore che possedete. Frullate bene tutti gli ingredienti e bere!

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Lo potete conservare in un barattolo o bottiglia di vetro in frigorifero per il giorno successivo…lo potete preparare la sera per la mattina….quindi non avete scuse…fresco di frigo è ancora più buono!

Fidatevi è buonissimo … non potrete più farne a meno!

Aspetto di conoscere i vostri pensieri ed i vostri esperimenti.

Pamela,naturopata

 

 

 

Muffin a due colori

Domani parto per un week end di sole donne in camper…speriamo nel bel tempo! Prima esperienza in camper…sono emozionata!!! Ho pensato di preparare (insieme alla mia bimba che è a casa da scuola) qualcosa per la prima colazione
…ho voluto provare a fare dei muffin a due colori…ovviamente senza uova e senza lattosio. IMG_0635

Per l’impasto scuro ho usato una crema di cioccolato (senza latte) una vera botta di vita!!! Mentre per la parte bianca ho aggiunto un pochino di burro di mandorle. Non sono molto dietetici…ma sono molto buoni e golosi e morbidissimi!!!

Ingredienti:

300 g di farina integrale

200 g di Muscobado (o zucchero di canna se preferite)

200 ml di olio di semi ( io ho utilizzo per metà l’olio di cocco)

500 ml di latte vegetale

1 bustina di cremor tartaro

1 cucchiaio abbondante di crema di cacao

1 cucchiaio di burro di mandorle

i cucchiaino da caffè di vaniglia in polvere

1 pizzico di sale

Procedimento:

In una capiente ciotola mescolate la farina e lo zucchero. Unite l’olio e mescolate bene con una frusta per non formare i grumi. A poco a poco aggiungete il latte vegetale, (a volte non ne serve tutto dipende dal tipo di farina), la vaniglia ed il pizzico di sale. Infine il cremor tartaro.

Quando l’impasto è liscio ed omogeneo versatene metà in un’altra ciotola. In una aggiungete la crema di cacao mentre nell’altra il burro di mandorle e mescolate bene.

Versate nei pirottini un po’ dell’impasto scuro e un po’ di quello chiaro.

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In forno a 180° per 15 minuti

Con queste quantità escono un ventina di muffin. Io h riempito 12 pirottini e con il resto ho fatto una mini torta dove ho aggiunto una un po’ di cioccolato a scaglie (la torta la lascio a casa per la colazione di mio marito).

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Pamela, Naturopata

 

Torta al cacao (senza glutine-senza lattosio- senza uova)

Ieri, domenica, finalmente ho avuto un po’ di tempo per cucinare..insieme alla mia bimba!!!

Pioggia, freddo…cosa cucino??? una torta al cacao 😋 …ovviamente senza glutine, senza uova e senza lattosio!

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Ho fatto un esperimento con la farina di ceci e devo dire che il risultato è molto buono. Per i più golosi consiglio di aggiungere del cioccolato sciolto a bagno maria oppure delle gocce di cioccolato.

Ingredienti:

200 g di farina di ceci

80 g di zucchero di canna

20 g di caco amaro

250 ml di acqua

60 g di olio di semi

7 g di lievito per dolci

Procedimento:

In un ciotola mettere la farina di ceci e l’acqua e mescolare con il frullatore elettrico. Quando avete amalgamato bene aggiungere gli altri ingredienti e per ultimo il lievito.

Deve risultare un impasto liscio ed omogeneo.

In forno a 180° C. per 30 minuti.

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Potete utilizzare una tortiera da 18 cm oppure come ho fatto io una tortiera per ciambella.

E’ una torta molto morbida ottima per la colazione o per la merenda!

Pamela, naturopata.