IL SISTEMA LINFATICO

                     In Naturopatia il sistema linfatico ha un ruolo molto importante                         perché viene associato alle emozioni!

Prima di entrare in questo meraviglioso mondo è bene sapere come funziona.

La circolazione linfatica scorre in tutto il nostro organismo in modo molto lento (4 millimetri al secondo) con lo scopo di eliminare le tossine e favorire la formazione del nostro sistema immunitario.

Per visualizzare meglio il sistema linfatico dovete pensare ad un albero dove il tronco è il vaso più grosso che va ad immettersi nella circolazione sanguigna, ed i ramoscelli corrispondono ai capillari a fondo cieco negli spazi intercellulari. Lungo il percorso ci sono le stazioni chiamate linfonodi che hanno la funzione di filtri.

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La linfa è prodotta nei capillari linfatici per riassorbimento dei fluidi interstiziali che una volta passati ai capillari viene spinta passivamente verso il tronco linfatico principale.

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L’attivazione della circolazione linfatica può essere aiutata da: movimenti muscolari (cammino), una corretta respirazione e movimenti gastro-intestinali.

Quando il nostro sistema linfodrenaggio-metodo-vodder-scuola-tao.jpglinfatico funziona in modo scorretto abbiamo gambe gonfie, pancia gonfia, siamo stanchi e con poca energia e la nostra pelle è spenta. I metodi utilizzati per aiutare il nostro sistema linfatico a riprende
re la sua normale funzionalità sono: il LINFODRENAGGIO MANUALE (massaggio) e i BENDAGGI DRENANTI.

Lo scopo del massaggio linfodrenante è quello di favorire il drenaggio dei liquidi linfatici dai tessuti periferici.

La tecnica del  linfodrenaggio si  attua tramite applicazione di un leggero movimento pressorio sulla cute che dev’essere lento e delicato. Il linfodrenaggio deve seguire il percorso della linfa e si inizia sempre a livello del collo (zona in cui la linfa si mescola al circolo ematico) per poi procedere verso le altre zone del corpo.

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Per quello che riguarda i bendaggi drenantiquesti vengono applicati dopo il massaggio con fasce elastiche e con  una particolare tecnica chiamata “bendaggio a lisca di pesce“. Questi bendaggi hanno la funzione di aumentare l’azione del massaggio linfodrenante.

Dal punto di vista naturopatico inoltre i liquidi rappresentano l’elaborato delle nostre emozioni legate ad un’esperienza. I gonfiori (edemi) sono la nimgres.jpgostra non capacità di smaltire le emozioni negative dei nostri vissuti come la tristezza, la paura e l’insicurezza. I nostri pensieri ripetitivi come: non sono capace, non mi vuole nessuno, sarò sempre triste….bloccano lo scorrere della linfa perché non ci permettono di andare avanti verso i nostri obiettivi, la nostra soddisfazione e la nostra felicità e quindi di smaltire le tossine.

Il massaggio linfatico permette quindi di smaltire le tossine e la linfa in eccesso, aiutando il recupero del naturale ritmo. I benefici sono gambe più sgonfie e leggere, l’ossigenazione dei tessuti, una buona motilità intestinale, e un rilassamento a livello psichico e fisico.

Le indicazioni principali per eseguire il massaggio linfodrenante sono:

  • recupero post chirurgico asportazione di tumori e linfonodi correlati
  • edemi agli arti (post trauma , allettamento e cattiva circolazione…)
  • gravidanza
  • tromboflebiti sotto indicazione medica ed uso eparina
  • dopo ciclo di antibiotici o malattie debilitati per depurare dalle tossine e aumentare le difese immunitarie
  • cattiva circolazione da attività sportiva intensa
  • stress
  • cellulite e ritenzione idrica

Le controindicazioni sono:

  • infezioni acute in atto
  • TBC
  • tumori in fase di diagnosi/cura

Controindicazioni che necessitano di valutazione medica:

  • insufficienza cardiaca
  • insufficienza renale

Se aiutiamo il nostro organismo ad eliminare le tossine avremo più ENERGIA, il nostro sistema immunitario sarà più FORTE, la nostra pelle LUMINOSA ed i nostri pensieri più LEGGERI e POSITIVI.

Pamela, naturopata e Alice, fisioterapista 

 

AFFIDARSI ALL’INTUIZIONE

 “La mente intuitiva è un dono sacro e la mente razionale è un fedele servo. Noi abbiamo creato una società che onora il servo e ha dimenticato il dono”    Albert Einstein

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Creiamo uno spazio per una piccola riflessione: cosa muove le nostre scelte? Come ci orientiamo nel mondo? Come cerchiamo di capire cosa ci accade? Diamoci del tempo per rispondere prima di continuare a leggere.

È probabile che le nostre risposte siano legate alla razionalità, al pensiero, al ragionamento, alle parole etc… la mente razionale infatti è lo strumento che usiamo prevalentemente tutti i giorni, utilissima certo! Ma c’è anche altro, c’è un tipo di conoscenza diversa chiamata intuizione, il termine deriva dal latino intueor composto da in «dentro» e tueor «guardare», cioè «entrar dentro con lo sguardo». È una conoscenza, quindi, che viene da noi stessi non da qualcosa di esterno, che nasce dal rivolgere lo sguardo all’interno di noi, alla nostra parte più saggia e profonda.

Perché allora l’intuizione è una modalità spesso sottovalutata e valutata come poco affidabile?

Perché non si esprime a parole, è una conoscenza non discorsiva, immediata (non usa la mediazione del linguaggio). Emerge, non si può cercare o costruire volontariamente, si può creare lo spazio perché emerga e l’attitudine ad ascoltarla.  Usare anche l’intuizione nella propria vita vuol dire ritrovare una grossa fonte di potere personale, vuol dire conoscere e conoscersi più profondamente.

Affidarsi all’intuizione è fidarsi di se stessi. Diamoci questa opportunità!

Dott.ssa Marcella Valentinotti Psicologa;

Psicoterapeuta i.f. costruttivista; Insegnante di mindfulness

Per chi volesse approfondire questo argomento il nostro centro organizza tre serate per capire come utilizzare questo dono nella vita quotidiana.

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Tarassaco: depurativo e diuretico

Oggi vi voglio parlare  di una radice facilmente reperibile ma molto importante per i suoi benefici…tutti la conoscete grazie al suo bellissimo fiore giallo: TARASSACO o DENTE DI LEONE … è quel fiore giallo che vedete nei campi, nei prati, ai margini delle strade.

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Molte volte mi è stato chiesto se la cicoria ed il tarassaco sono la stessa cosa … NO!!! Sono due erbe diverse: la prima ha un fiore azzurro-viola mentre la seconda ha il caratteristico fiore giallo che poi si trasforma in soffione.

Il suo nome deriva dal greco tarasseo che significa IO GUARISCO. 

E’ una pianta che rappresenta due contrapposizioni: il sole con il suo fiore giallo che ha la capacità di trasformarsi nel soffione bianco come la luna. Lo yang (sole) e yin (luna).

Stimola la bile, il fegato ed i reni (organi emuntori) a trasformare le tossine  ed aiutare l’organismo ad eliminarle attraverso l’urina, le feci ed il sudore. Le sue proprietà depurative e digestive derivano dalle vitamine A, B, C, D, dai sali minerali e dai principi amari che possiede.

Grazie ai suoi componenti è una pianta EPATOPROTETTIVA in caso di insufficienza epatica, calcoli biliari e eccesso di acidi urici.tarassaco_fiore

Nella tradizione popolare il tarassaco viene chiamato “piscialetto” grazie alla presenza dei flavonoidi e del potassio che riescono a far eliminare le tossine in eccesso attraverso l’urina. Molto utile in casi di ritenzione idrica e cellulite. Riattiva il sistema linnfatico ed immunologico.

Durante i cambi di stagione è molto utile depurare l’organismo per permettere al sistema immunitario di rafforzarsi ed essere pronto ad eventuali malattie. Se il nostro corpo non è impegnato nell’eliminazione di tossine ha più energia per le sue attività e per combattere gli attacchi al sistema immunitario.

Le foglie si utilizzano in cucina lo si utilizza crudo da aggiungere nelle insalate o nei famosi frullati verdi. Cotto nelle minetarassaco-radicestre, zuppe o come contorno.

I fiori gialli del tarassaco si possono mangiare nelle insalate o addirittura si possono conservare sott’olio o sott’aceto.

La radice viene utilizzata in erboristeria come tisana: un cucchiaio di radice essiccata in una tazza di acqua calda, lasciare in infusione 5 minuti, filtrare e bere. Per togliere il sapore amaro si può aggiungere della camomilla o un cucchiaino di miele.

Controindicazioni:

Si sconsigli l’uso del tarassaco in casi di ulcere, o quando si stia assumendo una cura di FANS (medicinali antifiammatori).

Pamela, naturopata

PREPARARSI ALL’INVERNO!

Le difese immunitarie svolgono un compito molto importante, in quanto salvaguardano il nostro organismo dall’attacco di virus o batteri.difese-immunitarie.jpg

Prima di tutto si deve aiutare il nostro sistema immunitario!

E’ fondamentale un’ alimentazione sana ed equilibrata. Il fumo, l’alcol, i cibi raffinati e/o industriali, lo zucchero bianco e  l’assunzione di grassi saturi possono diminuire le nostre difese. Molto importante è il riposo, aiuta il corpo a recuperare le energie e a rafforzarsi!

IL BETACAROTENE: è un antiossidante naturale molto importante sia per le difese immunitarie sia per il cuore. Aiuta i linfociti a combattere l’azione dei radicali liberi. Si trova nella verdura di colore arancio come le carote, le barbabietole rosse.

c2000-logo.jpgVITAMINA C: acido ascorbico. Rafforza il nostro sistema immunitario, riduce la durata dei malanni invernali come il raffreddore e aiuta la guarigione. La vitamina C è facilmente deperibile, è molto sensibile alla luce e al calore quindi le verdure vanno cotte poco e le centrifughe e i succhi vanno consumati subito. la si può trovare nei kiwi, negli agrumi, nelle fragole, nel ribes nero,  nella rosa canina,nel camu  camu,  nei cavoli e ortaggi a foglia verde.

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ECHINACEA: è in grado aumentare la capacità dei globuli bianchi di distruggere i batteri e i virus perché ha un’azione immunostimolante. Un’ottima terapia di prevenzione è l’assunzione della tintura madre 30-40 gocce al giorno in un po’ di acqua.

CURCUMA: è una spezia che contiene viamina C, è un antiossidante e immunostimolante, aiuta l’intestino a lavorare bene. La si può usare in cucina in moltissime preparazioni.

prodotto520_preview.jpgPROPOLI: è prodotta dalle api. Possiede moltissime proprietà confermate da studi scientifici: è antivirale e antibatterica, ed è un ottimo antibiotico naturale. Il raffreddore, il mal di gola e i sintomi influenzali si possono curare tranquillamente con la propoli! Va assunta all’insorgenza dei primi sintomi o al cambio di stagione come prevenzione! La si può trovare sotto forma di spray per la gola, in soluzione idroalcolica. 

Puoi trovare alcuni di questi prodotti nel nostro SHOP ON LINE!

Pamela, naturopata

I benefici dello yoga

Ciao a tutti!!

Siamo ormai a settembre e stanno per ricominciare tutte le attività delle palestre e inizia  puntualmente il dubbio: che faccio? qualcosa che mi fa dimagrire? qualcosa che mi  fa sfogare? qualcosa che mi rilassi?

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Oggi, per aiutarvi ad orientarvi nella scelta di un’attività sportiva, cercheremo di introdurvi nel mondo dello yoga…..perché è veramente un universo di pratiche ed attività che spaziano dalla parte puramente  meditativa a  quella perfino acrobatica.

Iniziamo con una definizione semplice:

lo yoga è un insieme di pratiche fisiche, respiratorie e mentali che contribuiscono al benessere personale, fisico, mentale e spirituale.

I suoi benefici sono woman-in-yoga-position-clip-art.pngmolteplici e variano molto a seconda di come si pratica questa attività. Ovviamente tutta la parte più meditativa aiuterà la nostra parte spirituale (eliminare lo stress), ma esiste anche tutta una serie di metodi che si focalizzano più sulla parte fisica (dallo hatha yoga all’acroyoga).

Indiscutibilmente lo yoga crea consapevolezza del proprio corpo e aumenta la percezione di esso nello spazio. Vi aiuterà ad affrontare e superare i vostri limiti mentali accettando quelli fisici.

Quindi lo yoga crea benessere perché:

  • promuove un corretto allineamento posturale in modo spesso globale, cosa da non sottovalutare visto che noi siamo un unico e ci muoviamo sempre in modo globale,anche quando meno ce lo aspettiamo;
  • rinforza la muscolatura soprattutto quella che ci sostiene (muscoli posturali) donando anche flessibilità ed elasticità (caratteristica che spesso è all’origine di situazioni dolorose e infortuni sportivi);
  • determina la possibilità di eseguire una, spesso cauta ma efficace, mobilizzazione di tutte le articolazioni, soprattutto quelle della colonna vertebrale;
  • lavora sulla respirazione, utilissima sia per il riequilibrio posturale che nella gestione dello stress e del rilassamento;
  • induce un rilassamento sia fisico che mentale con l’obiettivSNHS-prenatal-yoga-4.jpgo finale della ricerca dell’equilibrio mente – corpo;
  • va a lavorare sul pavimento pelvico, andando a creare consapevolezza e controllo (utile in gravidanza e per chi necessita di riabilitazione pelvica);
  • aiuta a rilassarsi in gravidanza
  • determina un riequilibrio  a livello ormonale (menopausa) e aumenta la produzione di endorfine  (ormoni del benessere che riducono dolori e stress).

Venite a provare questa nuova esperienza! 

Alice, fisioterapista

Roberta, insegnante yoga

 

Crepes con farina di piselli

Nei vari blog che parlano di cucina naturale da tempo si vedono crepes di farina di piselli. Da tempo l’avevo acquistata … ma tra finire e poi far stampare il mio libro sull’Argilla, il lavoro, la famiglia e poi le meritate vacanze… è il tempo che manca per mettere in pratica le idee.

Ieri finalmente le ho fatte!!! Il risultato è stato davvero sorprendente!!! Sono buonissime e davvero facili da fare!!! Le ho volute provare sia salate sia dolci con la crema di nocciole…le abbiamo mangiate tutte!!!!….anche mia figlia che con il cibo verde ha qualche difficoltà😅

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E’ una ricetta senza glutine, senza lattosio, senza uova e senza lievito…insomma        per tutti!!!

Ingredienti:

250 gr di farina di piselli

500 ml di acqua

1 cucchiaio di amido di mais

sale q.b.

1 cucchiaio di olio extra vergine d’oliva

Procedimento

In una ciotola amalgamate tutti gli ingredienti aiutandovi con una frusta per evitare la formazione di grumi. Quando il composto risulta liscio ed omogeneo lasciatelo riposare almeno un paio d’ore. Se avete tempo lasciatelo riposare tutta la notte per un miglior sapore (io ho preparato il composto al mattino per la sera).

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In una padella leggermente unta cuocete le vostre crepes.

Buonissime appena fatte, ma si conservano anche per qualche giorno.

Per la versione salate le ho farcite con un trito di pomodori secchi, semi di sesamo nero, semi di girasole e cipolle caramellate con sciroppo d’acero e salsa tamari.

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IMG_0737Per la versione dolce con la crema di nocciole e cocco…da leccarsi i baffi😋

 

 

Potete farcirle come più vi piace…anzi aspetto di conoscere le vostre farciture.

 

 

Pamela, Naturopata

 

MAL DI SCHIENA? COSA FACCIO?

Cosa fare e non fare quando si ha mal di schiena:

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Partiamo dal problema: quando una persona ha mal di schiena solitamente ha un’infiammazione di una o più parti del famoso sistema di cui parlavamo nel primo articolo, data da diversi fattori che possono essere un sovraccarico, una rigidità, un trauma.

Ricordate che in quanto sistema spesso se non si riesce a capire la causa dell’infiammazione o comunque non la si può modificare (ad esempio il tipo di lavoro che si fa), bisogna cercare di lavorare innanzitutto in modo globale e poi comunque per step.

Quando si presenta un dolore acuto la prima fase sicuramente sarà ANTINFIAMMATORIA, con l’obiettivo finale di contenere il dolore e l’infiammazione. Questa fase comprende vari trattamenti:massoterapia-curso-massoterapeuta-massagem

  • terapie fisiche (tens, tecar, laser, infrarossi, etc..)
  • massoterapia (massaggi) decontratturante
  • uso dei farmaci ( o fitoterapici antifiammatori)                    

In una seconda fase bisognerà fare un lavoro più attivo che dovrà portare a un RECUPERO e a un MIGLIORAMENTO DELLA MOBILITA’, attraverso  terapie manuali e lavoro attivo con esercizi eseguiti direttamente dalla persona.

Ultima fase, ma nonYoga-enSS-4.jpg per questo meno importante, anzi è fondamentale per evitare ricadute, è quella del MANTENIMENTO e PREVENZIONE, con l’individuazione di un’attività che sia consona alla problematica e alla persona (corsi di ginnastica dolce, posturale, yoga, pilates, bici, piscina…..) e il mantenimento ogni tanto di un massaggio per sciogliere le eventuali contratture che si vanno formando.

Di logica  conseguenza se ne deduce che:

Il riposo di per sé non fa guarire…. Fino a poco tempo fa quando si aveva un attacco di sciatica veniva prescritto riposo riposo riposo, ora che le conoscenze sulla schiena sono migliorate ed è ormai risaputo che la chiave per far passare il mal di schiena è il MOVIMENTO! Muoversi secondo le proprie possibilità e cercando di non accentuare il dolore, ma comunque muoversi. Più si sta fermi più si diventa rigidi, più diventa doloroso muoversi.

Da questo fatemi fare l’ultima precisazione.

Non piegarsi,non muovere la schiena ma utilizzare solo le gambe per flettersi a terra come suggeriscono le pubblicità di famosi antinfiammatori non fa guarire.

Evita sì di farci sentire il dolore e quindi può essere utilizzata come strategia nel momento in cui si è in fase acuta, ma non può essere utilizzata come strategia funzionale da usare a vita. Ricordiamoci sempre che spesso il problema non è solo un impedimento meccanico al movimento, ma molte più volte è una scorretta strategia di movimento a creare il dolore.

Alice Candio, Fisioterapista

Schiena: Miti da sfatare (parte 2)

Sento spesso dire dalle persone che dopo un trattamento la loro ernia “è rientrata”… Brutte notizie:

Le ernie non rientrano!!!!

Ma ora spieghiamo cosa sono le ernie del disco, e le protrusioni.

Disco-intervertebrale-radice-nervosa-vertebra.jpgProtrusioni e ernie sono deformazioni del disco intervetrebrale, l'”ammortizzatore” che si trova tra una vertebra e l’altra. Quando, per varie cause, il disco perde la sua consistenza naturale si deforma, deborda, e può  addirittura invadere lo spazio dietro le vertebre; a volte arriva a toccare le radici nervose, irritandole. Questo genera il dolore, e il problema radicolare (formicolio, deficit di sensibilità e della motilità).

La protrusione avviene quando il tessuto di contenimento del nucleo del disco cede e si ha uno schiacciamento del disco intervertebrale (bulging). Pensate ad un pneumatico sgonfio. Da questo può derivare una limitazione del movimento articolare e a volte l’interessamento delle radici nervose.

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Si parla di ernia invece quando si ha proprio uno sfondamento della parete di contenimento del nucleo e quindi gran parte del disco fuoriesce dalla sede e va a comprimere una radice nervosa irritandola. In alcuni casi l’ernia può addirittura staccarsi e migrare, solitamente verso il basso.

L’ernia può essere l’evoluzione di una protrusione.

Ricordiamoci che c’è un evoluzione naturale  di questo problema: infatti, superata la fase acuta, comunque si ha spesso una disidratazione della parte fuoriuscita del disco (per riduzione dei processi infiammatori che si scatenano in fase acuta e per fisiologico invecchiamento del disco). Per questo può succedere che, stabilizzata la situazione, nonostante l’ernia non sia “rientrata”, non si hanno più dolore e deficit funzionale.

Quando si ha mal di schiena si può intervenire in vari modi per cercare di arginare il problema; gli approcci terapeutici sono di due categorie: fisioterapico e chirurgico.

Partendo dal presupposto che nessuna TECNICA FISIOTERAPICA può far tornare in sede il disco vertebrale, il lavoro che può essere fatto con un fisioterapista è quello, tramite l’uso di diverse tecniche e terapie fisiche (tens,laser,tecar….), di ridurre il dolore, ridurre le contratture muscolari e infine cercare di riottenere una corretta strategia di movimento per evitare di caricare la zona interessata e prevenire nuovi episodi acuti. Già questo spesso risolve definitivamente la problematica alla schiena.

Le TECNICHE CHIRURGICHE, che vengono scelte solitamente vignetta-chirurgo-malato.jpg quando si è in presenza di un’ invalidità importante, o quando nonostante la riabilitazione non si ottengono miglioramenti, possono ridurre in modo istantaneo la compressione nervosa (spesso origine del dolore), eliminando la parte del disco che è fuoriuscita. Dobbiamo ricordare però che la chirurgia non va ad agire su ciò che ha originato il problema. Per cui, tecnicamente, questo non ci assicura che, una volta tolta l’ernia, in futuro non possa erniare la restante porzione di disco.

Quali sono le differenze fra i due approcci terapeutici?

E’ vero che con l’intervento chirurgico si agisce per eliminare istantaneamente il dolore, è vero anche però che spesso non si indagano le cause che hanno scatenato il problema; il lavoro fisioterapico, sicuramente più lungo e impegnativo,  si pone come obiettivo la risoluzione dei sintomi, la correzione di vizi posturali e di scorrette strategie motorie, lavora sulla causa del problema e a volte la risolve.

Schiena: Miti da sfatare! (parte 1)

Buongiorno a tutti! Mi chiamo Alice e sono una fisioterapista.

Oggi vorrei iniziare un viaggio con voi nel “magico mondo della schiena”, per imparare innanzitutto a conoscerla e poi cercare di trattarla bene e, quando serve, guarirla…

Il modo migliore per affrontare l’argomento, è cercare di sfatare alcuni miti che tutti pensiamo veri e assodati.

Partiamo dalle cose semplici:

  1. Nel gergo comune si parla “della cervicale” e “della lombare”, ma dire “ho la cervicale/lombare” non indica il dolore in queste zone: il termine corretto per indicare il dolore, il male in una di queste due zone è  cervicalgia o  lombalgia.

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Cerchiamo di fare chiarezza. La cosa più importante da capire è che la nostra schiena, o rachide, è un SISTEMA, non solo un insieme di vertebre, ma una STRUTTURA complessa e articolata formata da più componenti: VERTEBRE, LEGAMENTI  e DISCHI INTERVERTEBRALI, MUSCOLI e SISTEMA NERVOSO. Ognuna di queste parti può essere causa di dolore, ed è fondamentale mantenere in salute l’intero sistema per il benessere della schiena.

Per quel che riguarda la parte scheletrica, questa è formata da 33/34 vertebre divise in 4 settori : cervicali (collo), toraciche (dorso), lombari, sacrali e coccigee (bacino). Le vertebre di ogni tratto hanno caratteristiche morfologiche e di movimento diverse.

Quindi  dire di “avere la cervicale” è un’affermazione del tutto inutile, in quanto se non avessimo la cervicale saremmo senza collo…… 😉

A questo punto passiamo al secondo step.

2. La schiena normalmente non è “dritta” come molti pensano. 

lordosi.jpgIl rachide ha delle curve che possono essere o fisiologiche  o patologiche .

Le CURVE FISIOLOGICHE sono 3, e sono tutte sul piano sagittale (quello che divide esattamente il nostro corpo in due metà uguali guardandoci frontalmente).

Guardando il corpo lateralmente, partendo dall’alto verso il basso, si individua per prima una LORDOSI CERVICALE, cioè un inarcamento; si ha poi una CIFOSI DORSALE (la “gobba”); e infine di nuovo una LORDOSI LOMBARE, simile per formaging-posture.jpga a quella cervicale. Queste curve sono presenti in tutti noi, ma si devono sviluppare in modo armonico e corretto e non devono essere né aumentate né ridotte.

Per quello che riguarda invece le CURVE PATOLOGICHE, queste si possono suddividere in due categorie: la prima è quella delle alterazioni delle curve fisiologiche, perché aumentate (iperlordosi e ipercifosi) o diminuite (rettilinizzazioni).

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La seconda invece è quella delle alterazione che coinvolgono più piani dello spazio, come la scoliosi e gli atteggiamenti scoliotici.

E’ possibile migliorare l’alterazione delle curve patologiche effettuando trattamenti posturali.

Alice Candio, fisioterapista

 

Budino con latte di mandorla

A chi piace il latte di mandorla???…a me tantissimo! Lo si può utilizzare in tantissimi dolci come sostituto del latte e per dare quell’aroma di mandorla che è buonissimo ed unico!

Ricco di vitamina E, fonte di vitamina A e di sali minerali come magnesio, potassio e ferro…che in estate abbiamo in carenza. E’ una bevanda dissetante che da energia, facilita la digestione. Il latte di mandorla è privo di colesterolo.

Attenti ai latti di mandorla in commercio perché molti contengono zuccheri aggiunti ed il loro sapore a volte è troppo dolce. Nelle ricette se utilizzate il latte di mandorla con zuccheri aggiunti vi consiglio di diminuire la quantità dello zucchero del dolce.

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Mia figlia aveva voglia di fare un budino così ieri sera lo abbiamo fatto con il latte di mandorla…alcuni lo chiamano Biancomangiare … noi lo abbiamo arricchito con una coulis (ovvero una salsa…ma dirlo in francese fa più scena😁) di mirtilli e lamponi e per l’effetto crunch un mix di mandorle e nocciole.

Ringrazio i miei amici Elisa e Luca per i loro lamponi…buonissimi!!!!

Ovviamente questa ricetta è senza lattosio e senza glutine.

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Ingredienti:

500ml di latte di mandorle

50g di amido di mais

120g zucchero di canna

per la coulis:

4 cucchiai di mirtilli

4 cucchiai di lamponi

1 cucchiaio di zucchero di canna (io ho usato il Muscabado)

5 bacche di cardamomo

per l’effetto crunch:

2 cucchiai di mandorle

2 cucchiai nocciole

1 cucchiaino di olio di cocco

1 cucchiaio di sciroppo d’acero

Procedimento:

In un pentolino amalgamate, con l’aiuto di una frusta, l’amido di mIMG_0701.jpgais con il latte di mandorla, aggiungetelo poco alla volta per evitare la formazione dei grumi. Quando avete un composto liscio aggiungete lo zucchero di canna.

Scaldate il composto a fiamma bassa fino a quando inizia a rassodare. Versate il budino negli stampini oppure in semplici bicchieri e fate raffreddare.

Per la salsa mettete i mirtilli, i lamponi, il cardamomo e lo zucchero in un pentolino e fate cuocere fino a quando la frutta si è spappolata. Filtrate la salsa in un colino a maglie fitte, aiutandovi con un mestolo per fare uscire tutto il liquido.

Tagliate grossolanamente le mandorle e le nocciole. In una padella mettete l’olio di cocco, la frutta secca e fatele tostare. All’ultimo aggiungete lo sciroppo d’acero, mescolate e spegnete il fuoco. L’olio di cocco e lo sciroppo una volta freddi faranno da collante per le mandorle e nocciole diventando come il caramello.

Potete decorare i vostri budini mettendo sopra la salsa e la “futta secca caramellata”.

Sembra una ricetta lunga da fare invece in 30 minuti riuscite a fare tutto!

Mia figlia quando devo fare le foto si intrufola sempre!…succede anche a voi?

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Pamela, naturopata